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Le abitazioni e la natura

Acutamente punteggiata di ville private, l’Isola di Cavallo offre all’occhio del visitatore un quadro di stupefacente bellezza in cui l’eleganza architettonica e la squisitezza lussuosa si uniscono delicatamente alle vedute del paesaggio. Eccetto la zona circostante al piccolo porto, infatti, l’isola non accoglie nessun altro insediamento edile se non abitazioni singole.

Ma ciò che rende straordinaria la mescolanza è il fatto che le ville, tranne qualche raro e voluto caso, sono state costruite come una presenza assente, dissimulata e nascosta nella natura.

Sulla costa nord occidentale, per esempio, battuta dal maestrale, si trovano case anche di grandissime dimensioni, che di fatto risultano invisibili fra le rocce, come se fossero state scavate all’interno dell’isola o prodotte da escrescenze del suolo stesso.

Anche le case di fattezze più normali, perciò, sono tutte concepite come spazi in simbiosi con l’Isola.

La più famosa è forse la villa di Carolina di Monaco sulla spiaggia di Palmà. E’ una casa in sasso grigio con un piccolo parco di macchia mediterranea che si potrebbe trovare uguale in un’altra zona della Corsica o del sud della Francia, ma anch’essa risulta una presenza perfettamente equilibrata rispetto agli spazi di Cavallo perchè sorge come prolungamento di uno dei grandi gruppi di rocce rosa che delimitano la spiaggia, finendo per costituirne quasi il coronamento sulla sabbia.

Ci sono case che appaiono come scogli, altre issate come tende o castelli per proteggersi dal vento, altre ancora tutte aperte sul mare come terrazze sublimi. Ma passeggiando sulle spiagge e i sentieri naturali dell’isola ogni residenza mostra di sè solo pochi angoli discreti, trasparenze di vetro o pietra che non fanno altro che abbellire il luogo introducendo il segno discreto di una vitalità umana nello splendido deserto lunare che contorna le spiagge.

E’ questo un merito grandissimo dei pochi residenti privilegiati che frequentano l’isola, che hanno popolato lentamente gli spazi di Cavallo, radicandosi dolcemente come una comunità di signori premurosi, giustamente gelosi delle loro bellezze.

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